A COSA SERVE LA MERAVIGLIA NEL CAMBIAMENTO?

Aggiornamento: 3 nov 2020


Ho il dovere di parlare direttamente con chi mi ha recentemente fatto vivere una sequenza inaspettata di meravigliose "prime volte". A te, la mia lettera di ringraziamenti.


Caro Giro d'Italia,


anche quest'anno siamo arrivati al consueto "arrivederci". Anche quest'anno hai lasciato il segno.


"Il Giro delle prime volte", ecco cosa sei stato in questo 2020.


In un momento storico estenuante, dove ovunque, e con ostinazione, ci chiedono di cambiare e di reinventarci, mi hai aiutato a rivivere il lato incantevole, vivificante e meraviglioso delle prime volte (che, confesso, iniziavo a non sopportare più!)


La prima volta nella storia in cui ti seguo in autunno. Si è trattato di rivoluzionare più di un secolo di tradizione e trovare il modo di incastrarti in un’altra stagione, con un altro percorso e un altro clima.

La prima volta sotto i riflettori per tre giovani talenti: Hindley, Geoghegan Hart e Ganna, tutti sotto i 25 anni. Ragazzi che hanno iniziato il Giro da gregari e lo hanno finito da protagonisti coinvolgendomi, tappa dopo tappa, con il loro entusiasmo e la loro ostinazione.

Ma anche la prima volta in cui la gara si decide alla cronometro finale: dopo venti tappe e 3.482,2 km dalla Sicilia al Piemonte, Hindley e Geoghegan Hart sono arrivati all'ultima tappa con lo stesso tempo, 85 ore 22 minuti e 07 secondi. Semplicemente sorprendente!


Mi hai meravigliato quest'anno.


Pensa a quante reazioni si trascina dietro la meraviglia? Iniziale confusione, immobilismo, sottomissione a qualcosa di più grande, soggezione, paura. E in questi ultimi mesi mi fermavo qui, anzi, schivavo tutte queste cose. Ma c'è anche l'energia viva, il cuore che batte, il brivido di adrenalina, l'orgoglio di assistere a qualcosa di unico. E questo me lo hai fatto riscoprire tu caro Giro.


A braccetto lungo lo stivale, quest'anno, più di sempre, mi hai gentilmente invitato ad accogliere le "prime volte" con meraviglia, aspettando che il Bello arrivasse. Così quando hai annunciato lo spostamento di stagione, quando un'irriverente borraccia ha fatto cadere Geraint Thomas o quando Nibali ha ammesso con dolcezza la sua debolezza e la supremazia di quei giovani che "hanno dalla loro la carta d'identità".


E allora Grazie Signor Rosa: mi hai mostrato che la meraviglia dà luce al Bello delle "prime volte" . Serve a fare i conti con qualcosa che è più grande e potente di noi (il virus, l'isolamento, un fallimento ecc.), a sottomettersi inizialmente a questo con umile e genuino rispetto perchè poi possa arrivare l'ondata di emozione ed energia vivificante. Finché non restiamo immobili a guardare con timore ciò che, più grande di noi, ci schiaccia e ci spaventa, non potremo mai vivere con pienezza la forza costruttiva del "dopo".


In fondo, le prime volte non sono poi così male se le si rende sinonimo di emozione, di stupore, di piena meraviglia.


Tua Claudia

27 visualizzazioni0 commenti